Biomassa di scarto

Legenda:

Catena lunga acidi grassi (LCFA)

Acido linoleico (LA)

Acido arachidonico (ARA)

Acido eicosapentaenoico (EPA)

Acido docosaesaenoico (DHA)

Farina di pesce (FM)

Olio di pesce (FO)

Olio vegetale (VO)

Olio microbico (MO)

Le biomasse destinate a uso alimentare non sono sostenibili come substrati per l’impiego nei processi biotecnologici, dal momento che hanno costi economici, ambientali e sociali insostenibili; per questo motivo è preferibile utilizzare sottoprodotti e/o prodotti di scarto provenienti da altri processi industriali. Il glicerolo è un sottoprodotto derivante principalmente dalla produzione di biodiesel. La reazione di base del processo, la trans-esterificazione dei trigliceridi, produce infatti grandi quantità di glicerolo. Si stima che per ogni 100 kg di biodiesel prodotti, vengano generati da 10 a 11 kg di glicerolo grezzo. A causa della rapida crescita dell’industria del biodiesel vengono costantemente prodotte grandi quantità di glicerolo, influenzandone così il valore di mercato: anche se i prezzi sono piuttosto variabili, il glicerolo grezzo è un sottoprodotto e una fonte di carbonio a basso costo. Una valorizzazione efficiente dell’uso del glicerolo grezzo è difficile da raggiungere, nonostante questo contribuirebbe significativamente a ridurre i costi di produzione globale di biodiesel. La problematica nell’uso di questo sottoprodotto industriale come tale è principalmente correlata alle impurità in esso presenti, come tracce di metanolo residuo, idrossido di sodio, alcuni esteri e basse quantità di proteine ​​e sali minerali. Questi contaminanti limitano fortemente l’applicazione del glicerolo grezzo nei settori della chimica farmaceutica a causa della necessaria fase di purificazione, che è costosa e richiede molta energia. Nonostante queste impurità, i microrganismi sono in grado di utilizzare il glicerolo grezzo come fonte di carbonio anche in presenza di contaminanti, trasformandolo in modo efficiente. Per questi motivi, la conversione microbica di glicerolo grezzo in composti a valore aggiunto attira un crescente interesse e rappresenta un’alternativa ecologica all’uso di farine e oli di pesce.